Lunedì 26 ottobre a Londra si assegna il Pallone d’Oro 2026, con Harry Kane, Lamine Yamal e Kylian Mbappè fra i principali favoriti per vincere il premio di quest’anno.
Il premio è stato istituito dalla rivista francese France Football nel 1956, con la prima vittoria che è andata all’inglese Stanley Matthews, un campione che è arrivato a giocare fino all’età di 51 anni, in un’epoca nella quale i calciatori si ritenevano “vecchi” già dopo i 30 anni.
Ci sono però state anche tante vittorie controverse nella storia di questo prestigioso premio, e qui di seguito vogliamo ricordare quelle che hanno fatto più discutere.
Igor Belanov (Unione Sovietica e Dinamo Kiev1986)
Fino al 1995, con la vittoria di George Weah, il premio di France Football veniva assegnato solo a calciatori europei che giocavano in squadre europee, così che nel 1986 i giornalisti votanti di ogni paese si sono trovati in grande difficoltà.
Il Mondiale era andato all’Argentina dell’immenso Diego Armando Maradona che, essendo sudamericano, all’epoca non era votabile. La Coppa Campioni a sorpresa era andata ai rumeni della Steaua Bucarest, con il portiere Helmut Duckadam grande protagonista nella serie finale dei rigori (e arrivato ottavo nella classifica finale del 1986).
Si pensava che avrebbe potuto vincere Gary Lineker, capocannoniere con l’Inghilterra ai Mondiale in Messico (arrivò secondo), oppure Emilio Butragueno, stella ormai affermata del Real Madrid e reduce da due Coppe UEFA consecutive con i blancos (terzo).
Il premio invece a sorpresa andò al sovietico Igor Belanov, ala d’attacco della Dinamo Kiev che nel 1986 vinse la Coppa delle Coppe per 3-0 in finale con l’Atletico Madrid. Belanov in quell’anno segnò anche una tripletta ai Mondiali nella partita persa negli ottavi contro il Belgio, e ad oggi la vittoria dell’ala sovietica rimane una delle più controverse e contestate nella storia del premio.
In futuro Belanov giocò anche in Bundesliga, non dando però mai l’impressione di essere così forte da meritare in bacheca un Pallone d’Oro.
Marco Van Basten (Olanda e Milan 1989)
In questo caso non viene con contestata la vittoria di un campione assoluto come il Cigno di Utrecht, che aveva già vinto nel 1988 e avrebbe poi vinto una terza volta nel 1992, ma molti nell’anno in cui il Milan di Sacchi vinse la Coppa dei Campioni a Barcellona contro la Steaua Bucarest, avrebbero visto Franco Baresi icome destinatario del premio.
Baresi nel 1989 è nel pieno della sua carriera, leader di una difesa che era formata anche da Tassotti, Costacurta e Maldini, una delle più forti di sempre nella storia del calcio. Van Basten nel 1989 invece subì molti infortuni, la caviglia che lo avrebbe portato al ritiro quattro anni dopo peggiorava sempre più, ma l’olandese comunque fo protagonista nel Milan con un gol in semifinale al Real Madrid, e una doppietta in finale alla Steaua.
Molti ritengono che quell’anno Baresi fu penalizzato dal fatto di essere un difensore, ruolo da sempre sacrificato in premi come questo, perché i votanti tendono a favorire i ruoli d’attacco. Il Milan, comunque, per il secondo anno consecutivo monopolizza il podio del Pallone del Pallone d’Oro, con Frank Rijkaard per la seconda volta terzo (nel 1988, dietro a Van Basten si erano classificati Ruud Gullit e Rijkaard).
Matthias Sammer (Germania e Borussia Dortmund 1996)
Sammer arriva dalla Germania dell’Est, dove calcisticamente è cresciuto nella Dinamo Dresda, e fa un’apparizione anche in Serie A, visto che nella stagione 1992/93 gioca nelle fila dell’Inter come centrocampista, non lasciando però il segno.
Tornato in patria al Borussia Dortmund si afferma anche nella nazionale, ormai riunificata, nel ruolo di libero, e con la Nationalmannschaft vince in Inghilterra l’Europeo nel nuovo ruolo in difesa.
La sua autorevolezza impressiona così tanto i votanti da fargli vincere il Pallon d’Oro, davanti a un emergente Ronaldo il Fenomeno (all’epoca ancora al PSV Eindhoven), e Alan Shearer, capocannoniere agli Europei e bomber nel Newcastle.
In Italia c’è tanta frustrazione perché Alessandro Del Piero, che nel 1996 vince con la Juventus la Champions League, si classifica solo al quarto posto.
